Metropia

Metropia: un call center per il tuo cervello

 

Titolo originale:      Metropia
Nazione:      Svezia
Anno:      2009
Genere:      Animazione
Durata:      86′
Regia:      Tarik Saleh
Cast (voci):      Vincent Gallo, Juliette Lewis, Udo Kier, Stellan Skarsgård
Produzione:      Kristina Åberg
Data di uscita:      Venezia 2009

 

 

 

Metropia si inserisce in quel filone narrativo caratterizzato da mondi distopici, nei quali il Potere è riuscito ad assoggettare le masse al suo volere, senza che i singoli individui siano in grado di reagire, perlopiù in quanto ignari della loro condizione e succubi di slogan pubblicitari (come in Brave New World di Huxley) o propagandistici (come in 1984 di Orwell).

La storia è ambientata in un futuro non così lontano, che presenta un pianeta povero, cadente e semidistrutto, in preda ad una grave crisi energetica per la scarsità di petrolio, ma, nonostante tutto, ancora dominato dallo strapotere delle multinazionali.

Stephen, il protagonista, è un trentenne che lavora (a quanto sembra) in un call center, che conduce una vita grigia e insoddisfacente. A modo suo è uno dei pochi che ancora tentano invano di omologarsi completamente al sistema. A differenza di tutti gli altri si ostina ad andare al lavoro in bicicletta, anzichè utilizzare la Traxx, l’unico mezzo di trasporto ormai rimasto in quel mondo disastrato, un’enorme linea metropolitana ad altissima velocità che collega fra loro tutte le più importanti città europee. Tuttavia, un giorno, Stephen trova la sua bici a pezzi ed è costretto a prendere la metro. Da quel giorno inizierà a sentire una strana voce nella sua testa, che tenta di convincerlo a compiere le azioni che vuole lei…

Il plot non è particolarmente brillante: vi sono delle intuizioni geniali (come la grande Metro e l’analogia con i call center) e sono presentate delle tematiche attuali, anche se già ampiamente sviscerate da altre opere (come V per vendetta, il già citato 1984, Fahrenheit 451 o il meno conosciuto e torinese Hanno cambiato faccia), tuttavia la storia presenta situazioni drammatiche trite e ritrite, che troverebbero senso se sviluppate un po’ più a fondo anzichè appena sfiorate.

Ma la caratteristica che rende unico questo film è l’atmosfera che riesce a creare attraveso una tecnica d’animazione che, personalmente, non avevo mai visto realizzata prima d’ora (anche se avrei preferito usarla io per primo in un mio corto…).. Ipersonaggi e gli scenari sono ricreati a partire da fotografie, animate e distorte in post-produzione. L’effetto è sorprendente: molte inquadrature sembrano quasi tratte da un film girato in live action, ma al tempo stesso non si è persa la grande espressività dei volti che l’animazione classica è in grado di regalare.

In conclusione Metropia è un film affascinante, che riesce in ogni caso a non far calare l’attenzione dello spettatore e che è più che godibile anche se si è già fatto indigestione dei temi che presenta.

 

Per chi volesse vedere il film, ricordo che è in programma al Sottodiciotto Film Festival, presso il Cinema Massimo di Torino, Martedì 14 Dicembre alle 17 e venerdì 17 alle 22.45. Per maggiorni info consultate il programma del festival.

Trailer

4 Responses to Metropia: un call center per il tuo cervello
  1. Nicola Pezzoli Rispondi

    Per ora passo di corsa (sono troppisismo incasinatissimo!) solo per dire: ottimo, davvero ottimo restyling!

  2. c. Rispondi

    ma che recensione è?

    • ilconterik Rispondi

      Non lo so dimmelo tu, io l’ho scritta non posso giudicarla

  3. lordbad Rispondi

    Mi piace il post! Inoltre cogliamo l’occasione per fare gli auguri di Buona Pasqua…Conigliosa….!!!

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul nostro blog Vongole & Merluzzi!

    Ricorda: il Grande Coniglio ci ama!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/04/24/il-grande-coniglio/

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