il ragazzzo con la bicicletta dardenne

Il ragazzo con la bicicletta: torna il cinema realtà

il-ragazzo-con-la-bicicletta-locandina.jpgUSCITA CINEMA: 20/05/2011
REGIA: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
SCENEGGIATURA: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
ATTORI: Cécile de France, Thomas Doret, Jérémie Renier, Fabrizio Rongione, Egon Di Mateo, Olivier Gourmet
FOTOGRAFIA: Alain Marcoen
MONTAGGIO: Marie-Hélène Dozo
PRODUZIONE: Wild Bunch
DISTRIBUZIONE: Lucky Red
PAESE: Francia 2011
GENERE: Drammatico
DURATA: 87 Min

 

il ragazzzo con la bicicletta dardenneCyril ha 12 anni e suo padre lo abbandona in un istituto minorile promettendogli di tornare a prenderlo entro un mese. Ovviamente l’uomo non tornerà, ma il ragazzino non si dà per vinto e si mette alla sua ricerca. Senza nemmeno troppi sforzi riesce a rintracciarlo e va a trovarlo nel ristorante in cui lavora come cuoco. E’ qui che Cyril si scontra con la dura realtà dei fatti: suo padre ha venduto la sua bicicletta, non lo vuole, non lo andrà mai a trovare e molto probabilmente non vorrà più sentirlo nemmeno al telefono. “Non capisci, voglio farmi una nuova vita, non c’è posto per te!”, queste sono le terribili parole che un bambino non dovrebbe mai sentirsi dire.

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Per sua fortuna però Samantha, una parrucchiera del suo quartiere, si affeziona a lui e, dopo avergli ricomprato l’amata bicicletta, decide di ospitarlo da lei per i week-end. Il rapporto fra i due è tutt’altro che semplice, anche perchè Cyril nel frattempo sta prendendo una brutta strada: è diventato il pupillo di Wes, un ragazzo più grande che vive di espedienti e che intende sfruttarlo per portare a segno una delle sue rapine.

I fratelli Dardenne con questo film si inseriscono nel filone del “cinema realtà” e ne rispettano rigorosamente i canoni: la colonna sonora non comprende praticamente alcuna musica e sono i suoni in presa diretta, quelli della vita reale a fare da padroni per la maggior parte del tempo. Le corse di Cyril, ma anche il suo girovagare in bicicletta ricordano da vicino la Nouvelle Vague e più in particolare il cinema di Truffaut ( “I 400 colpi”, Gli anni in tasca”…).

Una nota però sembra stonare nell’insieme del film. Il finale, tutt’altro che realistico, lascerebbe presagire il peggio per il piccolo Cyril, ma proprio quando lo spettatore si aspetta di vedere come e se il ragazzino riuscirà a cavarsela cala il buio in sala e i titoli di coda scorrono impietosi sullo schermo.

(Non aggiungo altro per non rivelare altri particolari sulla trama).

 

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