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Diario di viaggio: Artelesia 2011

Il viaggio in treno fino a Telese Terme è stato lungo, ma relativamente indolore. Appena sceso dal treno ho potuto apprezzare il bel tempo, l’aria pulita e la tranquillità che caratterizzano questo paese. Insomma, dato il mio carattere, amore a prima vista.

Mi metto alla ricerca dell’albergo, google maps mi aveva dato indicazioni poco chiare, temo che ci sia un errore… E ho ragione… Ma dopo appena 200 metri un signore che sta pulendo la veranda di un locale mi chiede: -Sei tu Riconda? -Sì, come fa a saperlo? -Beh, mi hanno detto che arrivavi alle 5 dalla stazione… Ahimè, queste cose al Nord non mi succedono mai.

Mi dirigo subito verso il parco dove dal giorno successivo avrà inizio il festival. E’ una grande area verde, proprio nella zona termale di Telese. E a questo punto sono ancora più a mio agio. La cosa incredibile che vengo a scoprire è però un’altra: il famoso Artelesia festival è frutto del lavoro di un piccolo gruppo di ragazzi appena più grandi di me, coordinati da un’insegnante di teatro. Wow… Ma non finisce qui, il festival è stato ideato e continua ad essere curato anche da Francesco, un ragazzo diversamente abile grande amante del cinema. Un festival fatto con il cuore più che con i mezzi. Le premesse sono buone!

intervista francoiaDalla mattina successiva l’euforia cala un po’: devo fare i conti con il clima caldo e umido di Telese, che lentamente mi mette in ginocchio… L’ultimo giorno ho quasi digiunato… Per fortuna accanto a me c’è sempre stato Stefano Francoia, attore di teatro (definizione riduttiva per lui devo dire), che è diventato a tutti gli effetti il mio inseparabile compagno durante la manifestazione. Vi consiglio di conoscerlo, ne vale la pena, potete aggiungerlo su facebook e magari scoprire che una delle molte attività che propone fa per voi! Al festival proprio grazie a lui abbiamo potuto iniziare a conoscere la maschera neutra, una forma di fare teatro a me sconosciuta, che credo sia particolarmente significativa per un attore: non potendo recitare con il volto bisogna trasmettere emozioni attraverso il movimento del corpo.

Ma ora veniamo ai corti: ogni serata era dedicata ad una sezione del festival: cortometraggi Scuole, Diversamente Abili, Filmakers ed infine lungometraggi.

Per quanto riguarda le scuole ho apprezzato per la prima volta tutti i corti in concorso: la qualità tecnica era alta per essere prodotti scolastici e anche a livello di significato c’erano alcune storie che comunicavano in maniera intelligente, senza scadere nel patetico. Il primio premio è andato a Nel nome del padre del Liceo Artistico di Marcianise (Ce), mentre il mio Rock your soul si è aggiudicato una menzione d’onore.

Nella sezione diversamente abili non mi ha sorpreso veder trionfare uno dei miei corti preferiti: l’animazione Gamba Trista di Francesco Filippi. Sentirete ancora parlare di lui su questo blog prima o poi, sono ormai mesi che sto portando avanti un lavoro di critica che include anche lui come protagonista.

Un altro dei miei corti preferiti è il vincitore della sezione filmmaker: Dulce di Ivan Ruiz Flores. Un altro regista di grande talento sul quale sto lavorando. Nella stessa sezione ho molto apprezzato anche La colpa di Francesco Prisco, per l’altissima qualità tecnica ed estetica, e Papà! di Emanuele Palamara, del quale ho apprezzato il soggetto.

Nella sezione lungometraggi è stato Ossidiana di Silvana Maja a portarsi a casa il primo premio. A mio parere tuttavia è bene non perdersi il documentario Kanun: sangue e onore di Rebecca Basso, prossimamente in uscita e vincitrice del secondo premio.

Durante le proiezioni serali fra un corto e l’altro il pubblico ha potuto godere anche di esibizioni di diverso genere: dalla danza classica e moderna al canto. Inoltre nell’ultima giornata si è tenuta la rassegna Artisti di strada, durante la quale attori teatrali provenienti da tutta Italia hanno adattato i loro pezzi per esibirsi in mezzo alla gente nel viale principale di Telese.

Il festival in realtà offriva molto di più di quanto abbia scritto: workshop, incontri, concerti e sopratutto un convegno interessante sul tema della disabilità, il motivo ricorrente dell’intera rassegna e al quale gli organizzatori sono particolarmente sensibili. Ridurre Artelesia in queste cinque righe mi sembra un peccato capitale, anche per questo vi invito a partecipare alla prossima edizione: l’organizzazione ha fatto tesoro dei consigli del pubblico e sono sicuro che fra un anno sarà in grado di offrire una manifestazione ancora più entusiasmante.

Cari amici di Telese, grazie davvero per tutto, siete stati fantastici! Ci vediamo l’anno prossimo!

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