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Milano Film Festival: Jonathan Demme e la maratona corti

Anche quest’anno sono riuscito a fare una scappata al Milano Film Festival e, potendo scegliere, sono andato Sabato 17, in occasione della masterclass con Jonathan Demme (Il silenzio degli innocenti, The manchurian candidate) e della prima parte della grande maratona dei cortometraggi.

Ad essere sincero l’incontro è stato abbastanza soporifero, almeno finché non è stata data la possibilità al pubblico di porre delle domande. Il consiglio che il grande regista statunitense ha dato agli studenti di cinema può essere così riassunto: “Il modo migliore per vedere le vostre idee realizzate è quello di girarle voi stessi con i vostri amici. Poco importa se non avrete i mezzi che potrebbe fornirvi una casa di produzione, oggi grazie anche al digitale se la sceneggiatura è buona verrà fuori un bel cortometraggio o un bel film. E a quel punto il vostro lavoro non tarderà a trovare distribuzione e a rientrare dei costi“. Quest’affermazione mostra chiaramente come, nonostante la crisi economica e le difficoltà, l’America sia ancora in qualche modo la terra in cui tutti hanno almeno un’opportunità, perché qualsiasi filmmaker indipendente che lavori in Italia sa perfettamente che qui le cose non funzionano così.

Oltre all’incontro con Demme, ho potuto assistere alle proiezioni di quasi la metà dei 55 cortometraggi in concorso: opere provenienti da tutto il mondo, tutte di pregevole fattura, anche se alcune non mi hanno entusiasmato.

Mi piacerebbe spendere qualche riga per ognuna di loro, ma il post diventerebbe infinito… Quindi, a partire da domani, pubblicherò ogni giorno la “recensione” di due o tre corti. A presto!

 

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