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The Artist: il muto che parla del muto

Titolo originale:  The Artist
Nazione:  Francia
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata:  100′
Regia:  Michel Hazanavicius
Cast: John Goodman, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, James Cromwell, Beth Grant, Ben Kurland, Joel Murray, Jen Lilley, Beau Nelson, Jean Dujardin
Produzione: uFilm, La Petite Reine, Studio 37
Data di uscita:      Cannes 2011
09 Dicembre 2011 (cinema)

 

 

Può avere senso girare un film muto nel 2011? Se lo si fa come Michel Hazanavicius: The Artist non è semplicemente un film muto, ma è anche e soprattutto un film sul muto.

La storia racconta il periodo di transizione tra muto e sonoro, concentrandosi sulla videnda di George Valentine, grande star del cinema che cade in disgrazia perchè si rifiuta di “parlare”. Come molti colleghi ritiene che il sonoro distrugga la vera essenza dei film e li renda ridicoli. Il suo avvento tuttavia porta in auge nuovi volti,  un nuovo modo di recitare e soprattutto un nuovo linguaggio. I gusti del pubblico si evolvono, forse in parte influenzati dalle scelte delle major, e George Valentine diventa solo un lontano ricordo.

E’ forse il linguaggio l’aspetto più interessante di questa pellicola: il film non è interamente muto, ma si avvale di “incursioni sonore” per mostrare la vera e propria rivoluzione del cinema parlato. Per descrivere la situazione iniziale, anche a livello visivo, il regista tenta di imitare il cinema degli anni ’20 , utilizzando poi nuovi elementi di linguaggio per raccontare il declino del personaggio. Per questo motivo la pellicola, se vista sotto il giusto profilo, diventa una grande lezione di cinema.

Personalmente, ho particolarmente apprezzato la sequenza iniziale, in cui Hazanavicius gioca con il pubblico in sala e con le sue aspettative. Il film si apre in un grosso teatro in cui viene proiettato in anteprima l’ultimo film di Valentine: la prima inquadratura ci mostra la sala con gli spettatori in primo piano, e sullo sfondo lo schermo con le immagini del film. Se come me vi siete seduti verso il fondo pur di stare in un posto centrale, sono i vostri stessi occhi a diventare schermo! Vedrete tutte le teste degli spettatori reali, poi lo schermo su cui è proiettato The Artist, all’interno del quale troverete altri spettatori ed infine il film di Valentine.

Finita la proiezione, che è accompagnata da un’orchestra che suona dal vivo, Valentine sale sul palco facendo partire gli applausi del pubblico. Ma fino a questo momento nulla ci aveva indicato che il film è muto (la musica dell’orchestra l’abbiamo sentita) e di colpo ci rendiamo conto dell’assenza del sonoro. Tuttavia a parole le trovate linguistiche del film non rende loro giustizia, è molto più semplice vederle direttamente sul grande schermo.

Un film da non perdere.

One Response to The Artist: il muto che parla del muto
  1. Dave Rispondi

    È davvero una pena dover raccontare a parole un film tutto basato sulla fisicità e l’espressività dei gesti.
    Si può narrare un balletto?
    :-)

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