bianca come il latte rossa come il sangue

Bianca come il latte, rossa come il sangue: ecco i teenagers di oggi

Solitamente non tratto spazzatura, ma talvolta è bene tapparsi il naso e fare una breve immersione nella realtà.

Questa volta vi parlo del casting del film “Bianca come il latte, rossa come il sangue“, pellicola tratta dall’omonimo romanzo di . La produzione ha invitato il giovane popolo di internet a candidarsi per alcuni ruoli anche importanti. In particolare si cercano “ragazze e ragazzi tra i 17 e i 20 anni, NO accenti o inflessioni dialettali (ottima dizione), con esperienza o almeno attitudine alla recitazione“. Si partecipa alla selezione inviando un video di massimo 2 minuti in cui, ripresi in primo piano, si devono fornire poche e semplici informazioni personali. ” Nome e cognome, età, da dove vieni e dove vivi …e poi dicci qualcosa di te!

Mi sono sentito in dovere, con l’aiuto di un amico, di selezionare per voi le performances degne di nota, ma se siete veri amanti del trash vi invito a visitare voi stessi la pagina del casting per trovare i personaggi più pittoreschi.

 

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Hugo Cabret: 3D e poi?

Titolo originale:      Hugo Cabret
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2011
Genere:      Fantastico, Avventura
Durata:      126′
Regia:      Martin Scorsese
Cast:    Chloe Moretz, Jude Law, Ben Kingsley, Emily Mortimer, Sacha Baron Cohen, Michael Pitt, Christopher Lee, Ray Winstone, Michael Stuhlbarg, Helen McCrory, Asa Butterfield
Produzione:      GK Films, Infinitum Nihil
Distribuzione:      01 Distribution
Data di uscita:      03 Febbraio 2012 (cinema)

 

Martin Scorsese dirige il suo primo film in 3D, elettrizzato dalle possibilità che la terza dimensioni può offrirgli. Nelle interviste ha più volte dichiarato che avrebbe cercato di trarre beneficio dalla nuova tecnica non tanto per fini spettacolari, ma con intento narrativo.

Il film sono stato costretto a vederlo in due dimensioni, ma l’impressione è che numerosissime inquadrature fossero invece proprio fine a se stesse… L’opera pensata per la steroscopia, proiettata sullo schermo piatto, parla un linguaggio troppo enfatico: troppi piani in profondità, troppe inquadrature dall’alto o dal basso e movimenti di macchina troppo spesso svincolati dalla logica narrativa…

Purtroppo però il lato visivo non è il lato peggiore del film, anzi, a dirla tutta la scenografia e gli effetti speciali sono davvero notevoli; è la sceneggiatura il punto debole di una pellicola che lascia l’amaro in bocca: i personaggi sono tagliati con l’accetta, esprimono le emozioni a parole anzichè attraverso i gesti e in alcuni casi risultano troppo stereotipati. Lo spettatore è guidato verbalmente (e musicalmente) attraverso il film. Ogni possibile metafora viene sviscerata, spiegata a parole e ripetuta fino allo sfinimento, così che anche lo spettatore più distratto esca dalla sala comprendendo perfettamente cosa intendeva comunicare il regista.

Da sottolineare anche il doppiaggio approssimativo: ad esempio “era un alcolizzato” viene tradotto con “era un alcolico”, visto che in inglese alcolizzato si dice “alcoholic”.

Come se non bastasse anche la recitazione non è sempre di grande livello: in particolare la bambina che accompagna il protagonista risulta poco credibile in più passaggi . Le sue espressioni di stupore nel cinema in cui i due bambini stanno guardando un film sono decisamente forzate.

Scorsese si è avventurato (credo) per la prima volta in un genere di film differente da quello solitamente trattato, un film per famiglie, e ha sperimentato le nuove tecniche offerte dal cinema digitale. Purtroppo l’operazione non gli è riuscita come avrebbe dovuto. Un vero peccato, visto che oltretutto questo dovrebbe essere un film celebrativo del cinema stesso.

Risulta incomprensibile come Hugo e Midnight in Paris siano riusciti ad ottenere le nomination agli oscar nelle categorie “Miglior film”, “Miglior regia” e soprattutto “Miglior sceneggiatura” accanto ad un film del calibro di The Artist.

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